<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<?xml-stylesheet title="XSL formatting" type="text/xsl" href="/atom.xsl" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="it">
<title>IL NAPOLI CALCIO</title>
<link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/atom.xml"/>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/" />
<subtitle>RIFLESSIONI AGRODOLCI SU SFONDO AZZURRO. Tasto dx mouse sulla scritta &amp;quot;IL NAPOLI CALCIO&amp;quot; e Aggiungi ai Preferiti</subtitle>
<updated>2012-03-21T13:53:20+01:00</updated>
<rights>All Rights Reserved blogSpirit</rights>
<generator uri="http://admin.blog.virgilio.it/admin/" version="6.0">MyBlog</generator>
<id>http://ilnapolisoccer.myblog.it/</id>
<entry>
<author>
<name>gio.decer</name>
<uri>http://ilnapolisoccer.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>ACCIDENTI, CARINA LA NUOVA VESTE GRAFICA...</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/archive/2007/05/10/accidenti-carina-la-nuova-veste-grafica.html" />
<id>tag:ilnapolisoccer.myblog.it,2007-05-10:1051856</id>
<updated>2007-05-10T16:55:12+02:00</updated>
<published>2007-05-10T16:55:12+02:00</published>
<summary> Mi sta quasi quasi tornando la voglia di scrivere ;-) </summary>
<content type="html" xml:base="http://ilnapolisoccer.myblog.it/">
Mi sta quasi quasi tornando la voglia di scrivere ;-)
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>gio.decer</name>
<uri>http://ilnapolisoccer.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>NAPOLI, E' L'ORA DELLE SCELTE</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/archive/2006/10/29/napoli-e-l-ora-delle-scelte.html" />
<id>tag:ilnapolisoccer.myblog.it,2007-05-09:957761</id>
<updated>2007-05-09T18:12:27+02:00</updated>
<published>2006-10-29T10:10:42+01:00</published>
<category term="Sport" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>  29 ottobre 2006 - Il Napoli stecca anche la Nona (di campionato) ed incassa...</summary>
<content type="html" xml:base="http://ilnapolisoccer.myblog.it/">
&lt;img src=&quot;http://images.google.it/images?q=tbn:0oWWDqJuyQ4s6M:http://www.fifa.com/images/cms/others/Napoli_3.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;96&quot; height=&quot;96&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;29 ottobre 2006 - Il Napoli stecca anche la Nona (di campionato) ed incassa un&amp;#39;umiliante sconfitta a Bergamo (Albino e Leffe in totale contano gli abitanti di un grosso condominio partenopeo...) consentendo perfino al vecchio Mondonico di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Di fatto smontata la già risibile tesi del Napoli brutto ma vincente. Risibile perché il secondo posto precedentemente maturato era figlio di un campionato senza vere lepri, tutto appiattito sotto la desolante attesa della rimonta juventina. L&amp;#39;attuale quinto posto, che potrebbe diventare sesto dopo il recupero della stessa Juventus col Brescia, e la desolante media di 1,6 punti a partita, restituiscono ora anche numericamente un responso più consono alla realtà calcistica finora espressa dalla squadra azzurra. Le ultime tre partite contro la pochezza di Vicenza, Crotone e Albinoleffe, stimolano un&amp;#39;analisi seria per il bene del Napoli. E&amp;#39; innegabile che la squadra sia gia cotta, sia mentalmente che fisicamente. Qual è la causa del corto circuito che ha ridotto ad una poltiglia la robusta compagine che aveva estromesso la Juventus dalla Coppa Italia? Il big bang risale all&amp;#39;accettazione supina di Reja di moduli tattici imposti dalla società, in netta frattura col lavoro dell&amp;#39;ultimo anno e mezzo di serie C. La realizzazione di calcio spettacolo non può prescindere dalla precisa scelta degli interpreti, altrimenti si rischia di partorire una serie di dannosissimi equivoci tattici. Quello che doveva essere un pacco dono, cioé il trequartista di qualità, si sta trasformando in una corda da impiccati per Reja. Costretto a malincuore ad uscire dal guscio del confortante 4-4-2, il tecnico goriziano sta compromettendo l&amp;#39;identità calcistica dei suoi uomini alla disperata ricerca di un gioco che sia il giusto compromesso tra spettacolo ed equilibri tattici. Il risultato sinora conseguito è che ora nessuno sa quello che deve fare. La difesa balla con l&amp;#39;anonimo Cellini di turno, il centrocampo non filtra, non costruisce e perde palloni peggio che all&amp;#39;oratorio, l&amp;#39;attacco è isolato, mal supportato ed evanescente. Non si può chiedere ad un bravo imbianchino di improvvisarsi pittore. Reja ha sempre conseguito risultati facendo a modo suo, cioè assestando innanzitutto la fase difensiva per poi conferire libertà d&amp;#39;iniziativa a chi, in campo, aveva nel dna la capacità di creare gioco a prescindere dagli indottrinamenti (vedi il Cagliari di Zola). Il problema è che l&amp;#39;assenza in organico di personalità di spessore, capaci di guidare in campo i compagni, impone a Reja di creare lui il gioco dalla panchina, cosa di cui non è assolutamente capace, come ampiamente dimostrato anche dall&amp;#39;ultimo assetto tattico: un 5-3-2 venduto comicamente per 3-4-1-2. Con questo non intendo deprezzare l&amp;#39;organico del Napoli, che annovera - non dimentichiamolo - potenziali facitori di gioco come Capparella e Trotta stabilmente in panca o tribuna. La verità è che questo organico ha bisogno di una guida ferma e decisa. Di un timoniere capace di indicare con convinzione la strada del gioco. A questo punto sono due le possibili soluzioni. O si aspetta gennaio per rimpolpare caratterialmente il gruppo, con orchestranti idonei a prendere in mano la squadra, o si opta per la svolta tecnica nell&amp;#39;immediato, affidando la pattuglia ad un allenatore più avvezzo a creare gioco col materiale a disposizione. Una scelta che dipende totalmente dalle aspirazioni societarie che - ad ogni caso - sappiamo essere elevate sin nell&amp;#39;immediato. Nonostante quanto voglia farci credere Marino che, per fare da ombrello alle forti pressioni della piazza, parla spesso del Napoli come di una matricola che deve farsi le ossa. Ma la verità è che, in questa B, è più logico che il Napoli milionario di De Laurentiis le ossa, più che farsele, le rompa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giodecer&lt;br /&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>gio.decer</name>
<uri>http://ilnapolisoccer.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>NAPOLI: SCACCO ALLA CRISI IN CINQUE MOSSE</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/archive/2006/09/24/napoli-scacco-alla-crisi-in-cinque-mosse.html" />
<id>tag:ilnapolisoccer.myblog.it,2007-05-09:957760</id>
<updated>2007-05-09T18:12:27+02:00</updated>
<published>2006-09-24T18:12:20+02:00</published>
<category term="Sport" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>  A questo Napoli sono bastate tre partite perché le illusioni dei tifosi si...</summary>
<content type="html" xml:base="http://ilnapolisoccer.myblog.it/">
&lt;img src=&quot;http://images.google.it/images?q=tbn:UMLXv_TTjq_-AM:http://images.nafura.it/img/Images/Normal/Scacchi/Scacchi_000013.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;141&quot; height=&quot;94&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;A questo Napoli sono bastate tre partite perché le illusioni dei tifosi si afflosciassero come un palloncino caduto sui cactus. Ma chi si era esaltato per le vittorie di inizio stagione non se ne vergogni: il calcio va goduto anche attimo dopo attimo, altrimenti non si dovrebbe neanche esultare per un gol prima che l&amp;#39;arbitro sancisca la fine dell&amp;#39;incontro. Così come sarebbe inutile, se non dannoso, sparare sul pianista adesso, quando la lettura dello spartito è appena agli inizi. Marino, dopo il pari con la Triestina, si è saggiamente offerto di accogliere le critiche costruttive, ed è senz&amp;#39;altro questa la strada da seguire nel lungo processo di crescita del sodalizio partenopeo. Le insulse polemiche da gregge, dettate da intuizioni a dir poco superficiali, vanno intese per quello che sono: moti dannosi, ma purtroppo ineluttabili, di qualsiasi piazza. Un esempio concreto? La puerile dicotomia, individuata da qualche mente eccelsa, che vede Calaiò interprete del bene e Reja incarnazione del male. Basterebbe aver vissuto le vicende azzurre degli ultimi due anni con un barlume di ragione, anziché esclusivamente con le viscere, per sapere che Calaiò è stato avviato sulla strada della completezza umana e professionale proprio da Reja, come lo stesso bomber ha onestamente riconosciuto. Ciò non esclude le evidenti responsabilità dell&amp;#39;allenatore nell&amp;#39;attuale caos tecnico-tattico della squadra, ma suggerisce quantomeno rispetto e fiducia verso un professionista che in B dispone - tra l&amp;#39;altro - di un invidiabile pedigree. Le ultime tre partite hanno fornito informazioni essenziali sulla crisi del Napoli, suggerendo però anche le opportune contromosse. Primo: De Zerbi non ha un sostituto naturale nel ruolo di rifinitore; se non gioca lui, il 4-3-1-2 va riposto con cura nel cassetto, perché sarebbe matematicamente arido di rifornimenti per le punte. Questo significa che senza De Zerbi è imprescindibile il ricorso al modulo con gli esterni alti, perché qualcuno che guadagni il fondo (o almeno tenti) non può non esserci. Secondo: occorre chiarire una volta per tutte la posizione in campo di Bogliacino che, già fisicamente in ritardo di suo (come nello scorso campionato, prima che fosse acclamato addirittura degno erede di Fontana), sembra vittima di discordanti indicazioni tattiche, che gli impongono di variare collocazione e compiti ad ogni partita. Ma l&amp;#39;organico attuale del Napoli non ammette alternative credibili, pertanto va da sé che l&amp;#39;uruguagio debba giocoforza essere piazzato come metronomo davanti alla difesa, aiutandolo a prendere coscienza del ruolo. Terzo: è evidente che, alla lunga, la fascia di capitano abbia prodotto più danni che benefici a Montervino. Un sano periodo dietro le quinte gli regalerebbe il tempo di riflettere su dove era e dove rischia di andare. E sulla necessità di tornare a comunicare col gesto atletico invece che con quello plateale. Il suo sostituto naturale, Amodio, al momento offre ben altre garanzie di rendimento ed umiltà. Quarto: considerato il lampante ritardo di condizione dei giocatori azzurri, costretti ad arrancare dietro ad onesti quanto sconosciuti pedatori di categoria, è lecito chiedersi se ciò sia dovuto ad un errore nella preparazione o ad una precisa taratura dei carichi di lavoro in funzione della lunghezza del campionato. Si ponga urgentemente rimedio, nel primo caso; si attenda con pazienza il naturale recupero di brillantezza, nel secondo. Quinto: la scarsa forma dei centrocampisti sta compromettendo l&amp;#39;affidabilità della fase difensiva. Oltre a quanto già detto su Bogliacino e Amodio, urge affinare i meccanismi di interscambio e sovrapposizione dei mediani con gli esterni bassi, affidando a questi ultimi l&amp;#39;onere di generare gioco sulle fasce, previa opportuna copertura. Il tempo per recuperare il ruolo consono alle aspettative il Napoli lo ha. Basta avere le idee chiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giodecer&lt;br /&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>gio.decer</name>
<uri>http://ilnapolisoccer.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>PIACENZA-NAPOLI 2-1 PECCATI DI PRESUNZIONE</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/archive/2006/09/18/piacenza-napoli-2-1-peccati-di-presunzione.html" />
<id>tag:ilnapolisoccer.myblog.it,2007-05-09:957759</id>
<updated>2007-05-09T18:12:27+02:00</updated>
<published>2006-09-18T21:41:22+02:00</published>
<category term="Sport" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>   Al primo banco di prova lontano dal San Paolo, il Napoli fa cilecca. Ed è...</summary>
<content type="html" xml:base="http://ilnapolisoccer.myblog.it/">
&lt;span&gt;&lt;img src=&quot;http://images.google.it/images?q=tbn:2-g0fPlGidOcAM:http://www.tuttonapoli.net/img_art/20060407134638.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;69&quot; height=&quot;111&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;Al primo banco di prova lontano dal San Paolo, il Napoli fa cilecca. Ed è un responso, quello di Piacenza, che deve far riflettere. L&amp;#39;inizio stagione tambureggiante degli azzurri (quattro vittorie su quattro tra coppa Italia e campionato) aveva visto la squadra di Reja, anche per una serie di coincidenze (vedi l&amp;#39;inversione di campo col Frosinone), cimentarsi sempre e solo tra le mura amiche. Evidentemente non sono bastati ai calciatori partenopei i più di 4000 tifosi accorsi allo stadio &lt;span&gt;Garilli &lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;per sostenerli. Il Napoli, in un ambiente tutt&amp;#39;altro che ostile, è riuscito a sfaldarsi come una sfogliatella a colazione. Della bella squadra, tonica e compatta, ammirata nelle precedenti esibizioni, non s&amp;#39;è vista nemmeno l&amp;#39;ombra. Eppure non più di sette giorni prima gli stessi uomini avevano suscitato entusiasmi per gioco e temperamento. E&amp;#39; lecito chiedersi il perché di questa trasformazione. I difetti maggiori palesati a Piacenza sono stati l&amp;#39;incredibile scollamento tra i reparti, che ha presto determinato un allungamento quasi osceno della squadra; la sufficienza nella corsa e nel contenimento degli avversari; la scarsa attitudine al raddoppio e, quindi, all&amp;#39;aiuto tra compagni. Abbiamo visto un Napoli frantumato, da se stesso prima che dal Piacenza. L&amp;#39;approccio alla gara è stato da passerella di campioncini più che da battaglia all&amp;#39;ultimo sangue. Tutto questo fa scattare un primo campanello d&amp;#39;allarme: manca il leader. Montervino poteva rappresentare, grazie a fiato ed aggressività, l&amp;#39;esempio per la pedestre serie C. Qui, in B, non va. E&amp;#39; da un po&amp;#39; di tempo che Il suo cuore di gagliardo combattente è come se fosse in parte sopraffatto da ingiustificato appagamento. Come se una promozione in B col Napoli gli desse modo di credere di far parte, ormai, del novero dei giocatori arrivati. Più che beffardo è apparso il sorrisetto dipinto sul suo volto dopo aver ciabattato alle stelle una palla magistralmente offertagli da Calaiò. Una sana dose d&amp;#39;umiltà avrebbe suggerito di rinculare a centrocampo col capo chino. E quel balzo incomprensibile, con cui ha lasciato al napoletano &lt;span&gt;Nocerino (apprezzabile il suo gesto di non esultare)&lt;/span&gt; l&amp;#39;intero specchio della porta in occasione della prima marcatura piacentina? E quel perenne ritardo nei contrasti, costatogli - tra l&amp;#39;altro - un giallo per un&amp;#39;artigliata sul polpaccio di un avversario? Ritorni per terra, il buon capitano: i suoi piedi non autorizzano il cervello a voli pindarici. Se Montervino non è (ancora) leader, meno ancora lo possono rappresentare gli altri. Bogliacino, come l&amp;#39;anno scorso, ha bisogno di molti minuti nelle gambe e nella testa per capire cosa debba fare. Al momento sembra il Marchese del Grillo al risveglio: &amp;quot;...&amp;#39;ndo stooo...?&amp;quot;. Il roccioso Dalla Bona è cupo e taciturno come se gli morisse un cane ogni sabato mattina; De Zerbi e Bucchi sono troppo nuovi per provare ad imporsi sul gruppo; Calaiò, pur bravissimo ed in continuo miglioramento, troppo sostituito. Manca il trascinatore, quello capace di dare la scossa nei momenti difficili, che fa all&amp;#39;occorrenza l&amp;#39;allenatore in campo. Questo Napoli ha finora dimostrato di avere solo un leader: i quarantamila del San Paolo. Solo loro sono in grado di far girare e vibrare la squadra quasi a loro piacimento. E a Piacenza la mancanza di questo leader s&amp;#39;è sentita. Ma sin da Arezzo, qualcuno degli uomini di Reja dovrà pur cercare di prendere in mano la squadra, perché una buona personalità anche in trasferta è condizione necessaria alla promozione in A.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Giodecer&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>gio.decer</name>
<uri>http://ilnapolisoccer.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>INCREDIBILE NAPOLI</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/archive/2006/09/14/incredibile-napoli.html" />
<id>tag:ilnapolisoccer.myblog.it,2007-05-09:957758</id>
<updated>2007-05-09T18:12:27+02:00</updated>
<published>2006-09-14T10:03:45+02:00</published>
<category term="Sport" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>    Dalla bomba partita dal piede non preferito di Dalla Bona, al tocco a...</summary>
<content type="html" xml:base="http://ilnapolisoccer.myblog.it/">
&lt;span&gt;&lt;img src=&quot;http://images.google.it/images?q=tbn:nKtJlY_svLjlaM:www.fussballstatistiken.de/logos/big/SSC_Napoli.gif&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;104&quot; height=&quot;104&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;&lt;span&gt;Dalla bomba partita dal piede non preferito di Dalla Bona, al tocco a rientrare di destro del mancino De Zerbi per il primo gol stagionale di Bucchi. Passando per il letargo più breve del mondo: 47 secondi che hanno comunque consentito agli avversari di riaprire temporaneamente la partita. Incredibile Napoli. Col Treviso si è appropriato di un vecchio e costantemente disatteso slogan della rai: di tutto di più. Ne abbiamo viste davvero di tutti i colori, ma sempre su sfondo marcatamente azzurro. Grava che, silenzioso come un&amp;#39;ombra, tampina un avversario nei pressi dell&amp;#39;area veneta e alla fine col piedino sfrontato ne infila due, come polli allo spiedo; abbiamo visto Calaiò agganciare un cross di Bogliacino e girarsi come un gatto prima di essere preso per la coda dall&amp;#39;incredulo difensore trevigiano. E subito dopo lo stesso bomber chiedere di battere il rigore, piagnucolando come un moccioso. Abbiamo prima immaginato Bucchi fare no col ditino, e poi l&amp;#39;abbiamo visto prendere una rincorsa peggio di Ridolini e sparare un bolide peggio di Riva. Abbiamo sorpreso Reja ridere come un bimbo al circo dopo il gol di Grava. E infine Sam Dalla Bona, biondo e tosto come Schuster, entrare nella leggenda del San Paolo sfondando la porta con un missile da trenta metri. Incredibile Napoli. Bello, generoso e un po&amp;#39; pazzo, come la sua città. Ma è anche vero che la pellicola da sballo voluta quest&amp;#39;anno da De Laurentiis, sin dall&amp;#39;inizio ha mostrato scene d&amp;#39;autore, come i glutei per terra di Buffon davanti a Calaiò e l&amp;#39;orgasmica rovesciata di Cannavaro al minuto 122. &amp;quot;Monnezze&amp;quot; spostatevi, passa il Napoli. Stiamo arrivando.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Giodecer&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>gio.decer</name>
<uri>http://ilnapolisoccer.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>NAPOLI - TREVISO 4-2 E' GIA BUCCHI SHOW</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/archive/2006/09/10/napoli-treviso-4-2-e-gia-bucchi-show.html" />
<id>tag:ilnapolisoccer.myblog.it,2007-05-09:957753</id>
<updated>2007-05-09T18:12:27+02:00</updated>
<published>2006-09-10T11:02:23+02:00</published>
<category term="Sport" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>   Ciak si gira, buona la prima. Voleva divertirsi, Aurelio De Laurentiis, e...</summary>
<content type="html" xml:base="http://ilnapolisoccer.myblog.it/">
&lt;span&gt;&lt;img src=&quot;http://images.google.it/images?q=tbn:5ZpqOHS3JW3deM:http://www.solonapoli.com/news/news_foto/bucchi.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;101&quot; height=&quot;101&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;Ciak si gira, buona la prima. Voleva divertirsi, Aurelio De Laurentiis, e il Napoli che ha affrontato il Treviso ha cominciato ad accontentarlo. Quattro gol, un minuto di pura follia (tanto per aumentare la suspance), giochi di prestigio. I veneti, pur dimostrando di essere squadra vera, sono stati impacchettati e rimandati a casa per posta celere. Assente Montervino per squalifica, la fascia di capitano ha cinto per l&amp;#39;occasione il braccio di Iezzo Gennaro, stavolta un po&amp;#39; meno santo di sempre, forse proprio per il peso di quel nastro avvolto al bicipite. Il &amp;quot;branco&amp;quot; azzurro scendeva in campo con Grava e Savini esterni bassi; Cannavaro e Domizzi centrali; Bogliacino, Amodio e Dalla Bona diga di centrocampo; De Zerbi, Calaio&amp;#39; e Bucchi trio avanzato delle meraviglie. Partenza discretamente molle degli uomini di Reja, un po&amp;#39; soggiogati dalla prima cadetta al San Paolo e da un Treviso solido dietro, affollato a metà campo e fantasioso in avanti. Ma il destino ha il dito puntato sul Napoli, e allora, dopo una prolungata fase di studio, De Zerbi dice che è giunta l&amp;#39;ora della svolta. Guadagna il fondo dell&amp;#39;area dalla destra, e col destro, normalmente piede adibito al solo uso dell&amp;#39;appooggio, mette dentro a rientrare. La palla è bassa, ma Bucchi fa ugualmente valere la sua altezza, e in estirada colpisce mortalmente tra i due increduli centrali ospiti. Palla nel sacco e primo segnale di grande e gradito cinismo. Così si fa. Il Treviso medita vendetta, si dibatte con la fantasia di Acquafresca, ma per il Napoli le giocate dell&amp;#39;attaccante avversario restano pari al suo nome. Allora ecco di nuovo De Zerbi, bello anche quando sbaglia. E&amp;#39; infatti impreciso il suo appoggio sulla destra per Grava che lo sovrapponeva. Ma al terzino non passa neanche per l&amp;#39;anticamera del cervello di mollare l&amp;#39;osso, e s&amp;#39;avventa da dietro sul caracollante difensore trevigiano che, tua mia tua mia col portiere, gli consente di infilare il piedino quel tanto che basta per uccellare tra le gambe l&amp;#39;estremo difensore. Due a zero e sorrisone di Reja. Squadre al riposo con il pubblico festante. Inizia la ripresa e Calaio&amp;#39; pesca nel cilindro il numero da standing ovation: si gira in area come solo lui sa fare e viene immancabilmente arpionato. Più rigore di così si muore. Con l&amp;#39;espressione di un bambino, Emanuele chiede a Bucchi, rigorista designato, il permesso di battere lui il penalty. Nisba. Passettini frenetici del bomber ex Modena e siluro sotto la traversa. Tre a zero. Godimento e dosi massicce di tranquillità. Ma nel calcio mai dire mai. Il Treviso non resta a guardare gli avversari ormai paghi e molla due ceffoni da paura in 47 secondi. Prima con Beghetto, che di testa, ammettiamolo: indisturbato, insacca alla destra di Iezzo. Poi, subito dopo la ripresa del gioco, con Domizzi, che in scivolata corregge alle spalle dell&amp;#39;estremo azzurro un perfido cross dalla sinistra. Cala il silenzio sul San Paolo. Ci si sta ancora chiedendo il perché e il per come, quando una palla s&amp;#39;impenna altissima ad una trentina di metri dalla porta trevigiana. La forza gravitazionale la porta giusto sullo scarpino sinistro del destro naturale Sam Dalla Bona che, in largo anticipo sul capodanno, esplode un razzo che gonfia la rete alla destra del portiere. Il San Paolo crolla: questo è un gol da Champions, altro che B. Quattro a due e torna la serenità. Stavolta il Napoli gestisce con maggior oculatezza il doppio vantaggio, tocchettando irriverente fino alla conclusione del match. Per vedere la Juventus, che pareggia a Rimini, ora serve il binocolo. Ma siccome l&amp;#39;epoca delle pastette non finisce mai, i due punti in più che nella prima di campionato il Napoli ha maturato nei confronti dei bianconeri sono comunque oltremodo preziosi. Avanti un altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Giodecer&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
</content>
</entry>
<entry>
<author>
<name>gio.decer</name>
<uri>http://ilnapolisoccer.myblog.it/about.html</uri>
</author>
<title>ECCO CHI E' GYORGY GARICS, ULTIMO COLPO DEL NAPOLI</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://ilnapolisoccer.myblog.it/archive/2006/08/29/ecco-chi-e-gyorgy-garics-ultimo-colpo-del-napoli.html" />
<id>tag:ilnapolisoccer.myblog.it,2007-05-09:957721</id>
<updated>2007-05-09T18:12:27+02:00</updated>
<published>2006-08-29T20:37:00+02:00</published>
<category term="Sport" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>  E&amp;#39; davvero una buona notizia, quella dell&amp;#39;acquisto odierno...</summary>
<content type="html" xml:base="http://ilnapolisoccer.myblog.it/">
&lt;img src=&quot;http://www.toronews.net/media/daa7e282aeb0688fb8c65a67106bc857050701.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;232&quot; height=&quot;309&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;E&amp;#39; davvero una buona notizia, quella dell&amp;#39;acquisto odierno dell&amp;#39;ungherese di passaporto austriaco Gyorgy Garics. Un&amp;#39;operazione che va in linea con le strategie da sempre dichiarate da Marino, grande conoscitore anche di calcio internazionale. Sulle tracce del giovane classe 84, attuale capitano della Nazionale austriaca Under 21, si era sguinzagliato a fine luglio lo staff tecnico del Torino e in particolar modo il tecnico granata De Biasi avrebbe più volte espresso particolare apprezzamento per le doti tecnico tattiche di Gyorgy. In effetti il nuovo acquisto del Napoli, oltre ad essere calciatore di buona personalità, è anche indicato come idoneo a ricoprire con la stessa bravura più ruoli, come quello di esterno di centrocampo e di terzino destro. Ed in considerazione dei problemi di Cupi (fortunatamente riuscito il suo intervento), della lenta crescita di Savini, delle misteriose presunte incomprensioni tra Grava e Reja, della scarsa disponibilità di Maldonado di adattarsi alla fascia, un terzino al Napoli serviva come il pane. Se poi ne dovesse essere ingaggiato anche un secondo di piede sinistro, credo che Reja lo accoglierebbe con uguale soddisfazione. Dato che il costo del cartellino si dovrebbe aggirare attorno al milione di euro, è lecito pensare che se Gyorgy dovesse tener fede alle aspettative di chi lo considera uno dei migliori giovani d&amp;#39;Europa, l&amp;#39;operazione di Marino rappresenterebbe un astutissimo investimento. In bocca al lupo, Gyorgy!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giodecer&lt;br /&gt;
</content>
</entry>
</feed>
